Egitto – Nothing but Gold
Serie fotografica di Al Salerno per il progetto ‘A Occhi Aperti’

Nel lavoro di Al Salerno l’Egitto è un territorio attraversato con uno sguardo pacato, che privilegia il quotidiano, le relazioni, le pause tra un gesto e l’altro rispetto a scenari più consoni, più ovvi. La serie Nothing but gold nasce da questo movimento lento, da un’osservazione che vuole restare in ascolto.

Le dieci immagini che compongono la serie costruiscono un equilibrio sottile tra ritratti e spazi, tra corpi e paesaggi. Salerno lavora attraverso una sorta di attenzione affettiva: non cerca l’immagine-simbolo, ma lascia emergere ciò che resta, ciò che persiste. Una tenda aperta sul vuoto, persone in moto nella vita quotidiana, il blu intenso di un muro, la geometria fragile di una pietra modellata dal vento. Sono dettagli che raccontano l’incontro dell’autore con l’Egitto, e con il viaggio attraverso esso.

In questo senso, Nothing but gold è un diario visivo che trasforma un’esperienza individuale in un linguaggio condivisibile. Ciò che l’autore restituisce non è l’Egitto come concetto, ma l’Egitto come incontro: una terra stratificata, complessa, in cui la bellezza convive con l’inesorabile. E dentro questa complessità, ciò che emerge con più forza – nelle persone, nei colori, nella luce – è quella stessa percezione che Carter tentò di tradurre un secolo fa aprendo per la prima volta da millenni la tomba di Tutankhamon: un sentimento di meraviglia che, pur non essendo mai spettacolare, rimane innegabile.

Foto di Al Salerno (@alsalerno_)
Testo del curatore Stefano Carini (@stephencutes)
Prodotto da archètravel (@archetravel)
Per il progetto A Occhi Aperti (@aocchiaperti_photo)

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